LE STANZE DI FABER

produzione Locanda Spettacolo e Amici della Mente ONLUS

drammaturgia collettiva /regia di Francesca Biffi / da un progetto di Gabriele Catania / al pianoforte Emanuele Pandini

CON IL PATROCINIO DI FONDAZIONE FABRIZIO DE ANDRE'

DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE E DIREZIONE GENERALE DELL'OSPEDALE L.SACCO DI MILANO

 

Indagine sul disagio psichico in collaborazione con Amici della Mente ONLUS ed lo psicoterapeuta Gabriele Catania. Finalità del progetto è veicolare informazioni corrette sul disagio mentale con lo scopo di favorire il superamento dello stigma psichiatrico e farlo attraverso il potente poiché empatico mezzo teatrale.

“Le stanze di Faber” parte dallo studio di alcune canzoni del cantautore genovese che il dottor Catania ha riscritto basandosi sulla storia di alcuni suoi pazienti e che sono contenute nella raccolta “Faber in Mente” (con il patrocinio della Fondazione De André).

 

QUATTRO STANZE, QUATTRO STORIE, QUATTRO CANZONI.

COME  IMMAGINI RUBATE  DAL BUCO DI UNA SERRATURA.

E POI VIA. LE 8 E 20. METTERSI  LE SCARPE  E ANDARE.

ANDARE. ANDARE…   

                        

Le storie che vengono messe in scena, raccontano quattro disagi psichici che si rivelano soprattutto tra le mura domestiche, al riparo dallo sguardo ghettizzante degli altri.

Partendo dai testi della raccolta “Faber in Mente”, che contengono tracce di vita reale, si è trattato di immersi in un lungo lavoro di improvvisazione per calarsi nella quotidianità dei personaggi ivi citati.

Lucrezia, che corre per il palco senza tregua, cercando di soddisfare tutte le richieste di una madre tanto fiera della figlia quanto inconsapevole dell’anoressia che la sta esaurendo a causa di quell’ amore freddo e trasparente;
Il medico affetto da Disturbo Ossessivo Compulsivo che vive in un mondo alienato dove ogni mattina tutti i gesti devono seguire un preciso rituale, affinché nulla sia concesso al caso o all’errore;
Il pescatore Gino che ha rinunciato da bambino al sogno di diventare un aviatore e per tutta la vita non è riuscito a staccarsi da quel rimpianto, ma ha continuato a navigare solo in mare, lontano da tutti e insieme al suo dolore;
Lalla che alla vita non ha mai chiesto niente, che dalla vita non ha più nulla da imparare e invece un giorno scopre di essere lesbica e perde la ragione. Con lei Giusy, che non smette mai di amarla, cercarla e aspettarla.

Abbiamo “fatto nostre” le loro storie, sentendo in ciascuna di esse parlare una parte di noi e creato dei personaggi che con i veri pazienti non hanno in comune fatti e parole, ma sicuramente un profondo umano sentire.